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Le infrastrutture del territorio: essere connessi per essere competitivi

Convegno 'Pavia sulle strade d'Europa': presentazione dello studio dell'Università degli Studi di Pavia sui 'Costi del non fare'

Vigevano, 17 aprile 2019 - «Il gap infrastrutturale delle nostre strade e dei nostri ponti è la prima causa del grave declino del nostro territorio». Dice Alberto Cazzani, Past President di Confindustria Pavia con delega alle infrastrutture, al convegno “Pavia sulle strade d’Europa”, che si è tenuto questa mattina presso la sede di Vigevano di Confindustria Pavia. «Non fare un’opera costa di più che farla e non solo “economicamente”, ma anche “ambientalmente”. Oggi, grazie agli studi che abbiamo commissionato a tecnici competenti, abbiamo capito qual sia la differenza tra fare e non fare le nostre infrastrutture».

Durante il convegno sono stati presentati i rapporti sui costi del fare e del non fare infrastrutture, realizzati in collaborazione con Stefano Denicolai, docente dell’Università di Pavia, Cinzia Vischioni, di Algebra Srl e Giuseppe Magro, Presidente dell’Associazione Internazionale Impatto Ambientale Italia. Dal punto di vista economico, l’investimento necessario per la realizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa è di circa 419 milioni di euro, mentre il totale dei costi del non fare è pari a 162 milioni di euro all’anno. Per quanto riguarda il ponte della Becca, i costi di realizzazione sono circa 95 milioni di euro a fronte di un costo annuale del non fare che supera i 42 milioni di euro.

Dall’incontro è emerso quanto sia sbagliato il preconcetto ideologico per cui investire nelle infrastrutture significa danneggiare l’ambiente. Dal calcolo degli impatti diretti della realizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa sulla qualità dell’aria, il rapporto di Algebra ha dimostrato come lo scenario del fare abbia un impatto potenziale inferiore rispetto allo scenario del non fare, che presenta una quantità maggiore di agenti inquinanti.

«C’è chi contesta un’infrastruttura perché inquina», aggiunge Cazzani. «Noi abbiamo voluto smontare con scientificità questo approccio. Ancora una volta, offriamo al dibattito pubblico dati, analisi e rilevamenti degli esperti che permettano, come diceva Einaudi, di conoscere per deliberare».

«Essere collegati fisicamente in modo moderno, rapido ed efficiente all’Europa rappresenta un elemento imprescindibile». Dichiara Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia. «Il rischio altrimenti è l’isolamento e la marginalità del nostro Paese, e non attrarre capitale umano e investimenti. Indubbiamente realizzare opere infrastrutturali ha un costo, ma non realizzarle come è stato dimostrato oggi costa ancora di più. Quindi: sì alla realizzazione dei grandi corridoi europei come la Torino-Lione, la Pedemontana Lombarda e la superstrada Vigevano-Malpensa».

Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anas, afferma che il gruppo è impegnato nel progressivo miglioramento della rete viaria. «Oggi la nostra proposta di rimodulazione del Contratto di Programma 2016-2020 punta sulla manutenzione della rete, sul potenziamento delle nuove tecnologie applicate alle infrastrutture, sulla sostenibilità e sul rilancio dei cantieri per 29,9 miliardi di cui il 53% del totale è destinato alla manutenzione programmata, adeguamento e messa in sicurezza».

La questione delle opere infrastrutturali è strettamente connessa al rilancio economico del territorio. Confindustria Pavia ha commissionato all’Università di Pavia e alla Fondazione Romagnosi uno studio sulla competitività che ha dimostrato il profondo declino di cui soffre il territorio, dovuto in primis al fenomeno della deindustrializzazione.

«Alla nostra prossima assemblea pubblica, alla luce del rapporto sulla competitività e sulla base degli studi presentati oggi, formuleremo le proposte adeguate a realizzare un vero piano strategico di rilancio di questo territorio». Dichiara Nicola de Cardenas, Presidente di Confindustria Pavia. «Senza industria non c’è lavoro, non c’è benessere, non c’è futuro. Questa provincia è in una posizione straordinaria, all’incrocio tra due corridoi europei: il Lisbona-Kiev e il Genova-Rotterdam. Siamo vicini ai porti e agli aeroporti, come anche alla Città metropolitana di Milano: un grande motore di sviluppo economico internazionale. Ma non serve essere in una posizione straordinaria, se non ci sono infrastrutture di collegamento».

Allegati


Report Progetto infrastrutture v3.pdf
PPT_PAVIA_170419.pdf

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