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Analisi Congiunturale dell’Industria manifatturiera in Lombardia - III trimestre 2022

Dichiarazione del Presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella

Milano, 21 novembre 2022 – La rilevazione di Unioncamere in collaborazione con Regione Lombardia e Confindustria Lombardia relativa al terzo trimestre 2022 rallenta ma conferma la forza del sistema industriale lombardo nel resistere alla tempesta. Una forza che emerge dalla sensibile crescita della produzione industriale rispetto al secondo trimestre (+0,4%) e al balzo rispetto stesso periodo del 2021 (+4,8%). L’attacco all’industria lombarda sembra quindi al momento scongiurato grazie alla ripartenza del mercato domestico e alla stabilità degli ordini esteri, ma questo non migliora le aspettative degli imprenditori come emerso dalle previsioni negative registrate per i prossimi mesi. Il rallentamento registrato nell’ultimo mese dei costi energetici sta dando un po’ di respiro alla produzione – le stime dell’Osservatorio energia di Confindustria Lombardia degli extra-costi che l’industria sosterrà per il 2022 per elettricità e gas per sono scese dalla precedente stima di 20 a 13 miliardi, sempre ben oltre i 2 miliardi sostenuti nel 2019 –, ma il timore delle imprese è che senza reali soluzioni a livello europeo e nazionale la corsa dei prezzi sia destinata a ripartire.

Le incognite di questa tempesta perfetta nella quale ci troviamo sono infatti ancora tutte sul tavolo: costi dell’energia insostenibili, inflazione record in Italia e nell’Eurozona, forte rialzo dei tassi di interesse, deprezzamento dell’euro, instabilità nelle catene globali del valore e instabilità a rialzo dei prezzi delle materie prime. Tutto questo rischia di minare la capacità delle imprese lombarde e italiane di competere nei mercati internazionali. Costi dell’energia, inflazione e alti tassi di interesse stanno infatti prosciugando la liquidità delle nostre imprese, in particolare delle PMI, e nel 2023 questa stretta aumenterà ulteriormente.

A fronte di queste sfide gli imprenditori, dopo aver sostenuto da soli la forte ripartenza nel post-Covid, sono delusi e sfiduciati nei confronti di un’Europa che sembra non vedere nell’industria un asset strategico generando così un vantaggio competitivo a favore di Stati Uniti e in Cina. In un contesto già emergenziale, infatti, a Bruxelles continuano a lavorare alacremente per affossare diverse filiere: dopo la mancata valutazione delle conseguenze delle sanzioni alla Russia lo stesso sta avvenendo relativamente all’impatto che alcuni regolamenti UE hanno su interi comparti industriali. Mi riferisco in particolare a tre filiere che ci vedono eccellere a livello europeo e mondiale: imballaggi e packaging, automotive, agrofarmaci, tutte nel mirino di normative penalizzanti per le nostre imprese.

Serve quindi fare ancor più sistema a livello italiano, partendo dalla forza di regioni come la Lombardia, trovando partner e sponde a livello europeo per difendere l’industria dalle minacce contemporanee. In caso contrario assisteremo allo smantellamento pezzo dopo pezzo dell’industria con conseguenze sociali ed economiche insostenibili.

Allegati


221121_Congiunturale industria Lombardia_dichiarazione Buzzella_3trim2022.pdf
Presentazione_CS_21_novembre_DEF.pptx

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