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Investimenti privati in Italia: studio UE mette in luce le criticità

Un recente studio condotto dalla direzione generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea ha analizzato la situazione degli investimenti privati in Italia, ponendo l’accento sulle barriere che ne limitano la diffusione.

Dapprima gli autori sottolineano la centralità del ruolo degli investimenti nel favorire la crescita del paese, in quanto consentirebbero un aumento della produttività e la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL. Al contrario, viene notato come l’Italia, ancor prima dell’inizio della pesante crisi economica, era già afflitta da debolezze strutturali che ne hanno minato il cammino di sviluppo: tra queste, a titolo di esempio, la scarsa propensione verso gli investimenti in beni immateriali.

L’analisi sottolinea anche l’importante passo in avanti fatto per quanto riguarda gli incentivi fiscali per l’innovazione – recente novità in Italia – e sul loro effetto positivo sugli investimenti: allo stesso tempo però, viene osservato come la persistenza di altre barriere conduce il paese verso una stagnazione. In merito, la ricetta per stimolare gli investimenti privati individuata dagli autori comprende elementi quali il miglioramento dell’accesso non bancario ai finanziamenti, investimenti pubblici ben mirati e una forza lavoro più adeguatamente istruita.

In allegato è possibile scaricare il report.

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